Sabato mattina
Più che la domenica-mattina, sequel sbiadito e come tale privo dello stesso "appeal", il sabato-mattina è il momento in cui ti scopri improvvisamente opposizione, nel Parlamento famigliare. Dentro di te lo sai per tutta la settimana, tra arringhe sui banchi e comunicazioni della presidenza del Consiglio, ma sono nelle prime ore del sabato mattina che compare la consapevolezza di sedere su pochi e sparuti banchi dell’estrema sinistra, e vedere tutto il centrodestra della conduzione famigliare occupato da squali e servi del potere. Vorresti dormire come minino fino alle 4 del pomeriggio, e invece un decreto ministeriale decreta la fine dei tuoi sogni, e ti toglie quel sorrisino stampato sulla faccia con la bocca semiaperta. Si spalancano le imposte e si serrano le labbra, facendo defluire l’ultimo sospiro di quel sogno. Respiri le ultime molecole di anidride carbonica di cui la stanza inizia ad essere satura, prima della salutare boccata di ossigeno ministeriale. Capisci che farai colazione con altri esseri umani, a differenza degli altri giorni della settimana in cui inzuppi le macine in solitudine, tu e il televideo, capisci che le tue orecchie verrano sconvolte dal vociare di gruppi parlamentari a te avversi, intenti a intrecciare alleanze e tessere trame per il uichend. A nulla servirà arringare la folla con un discorso, chiuderai il tuo microfono e sprofonderai mesto e avvilito nel tuo banco di deputato dell’opposizione. La bocca ancora impastata delle febbrili note della notte scorsa (solo le note, febbrili), la voglia di girare nudo per casa e imprecare un pò, le lenzuola strappate di dosso ti lasciano nudo lo stesso, con le briciole della settimana quasi terminata e i presagi di un monotono uichend.
Bugo chioserebbe:
Sabato mattina son nello spazio Sabato mattina non capisco un cazzo Sabato mattina vado a Cernusco Sabato mattina ho ancora i postumi del lambrusco
Sabato mattina non faccio niente Sabato mattina penso a Firenze Sabato mattina scoppio i petardi Sabato mattina attendo il miracolo del Gagliardi
Sabato mattina non capisco niente Sabato mattina non capisco un cazzo Sabato mattina sono in attesa Sabato mattina dammi i soldi faccio la spesa
Sabato mattina sabato mattina Sabato mattina sabato mattina

Questa voce è stata pubblicata in Splinder. Contrassegna il permalink.

2 risposte a

  1. Ale_87 scrive:

    ciao Fabio, abbastanza enigmatico questo post. qualcosa credo di averla capita…certo, l’immagine di te, solo con il televideo, il sabato mattina, è bellissima! eheh.

    per il resto, capisco bene la sensazione del vociare di gruppi avversi nelle orecchie…vabbè.

    un bacio, ale

  2. attimo scrive:

    Il televideo è uno dei grandi amori della mia vita…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *