Sbrodoliamoci un pò addosso. In fondo è Pasqua, si mangia come maiali per poi svaccarsi su un letto a rantolare e dormicchiare. Qualche sera fa mi ritrovavo a seguire un certo tipo di pensieri, ora mentre li riporto mi sembra tanto di essere un pò paraculo, ma freghiamocene.
L’entusiasmo. Ho capito che è benzina ma non causa. Sottile differenza, ma non ci metterei la mano sul fuoco. Io penso che sia facile avere entusiasmo con la carta di credito di papà in tasca. E mentre lo dico, mi viene anche da chiedere scusa, perchè in fondo sono solo puttanate artificiose, create dalla mente inibita dalla Consapevolezza. L’entusiasmo va benedetto, e basta, senza se e senza ma.
La nostra vita è come una freccia scagliata da un arco. C’è il bersaglio a fuoco, non a fuoco, ci sono le condizioni meterologiche (vento, non vento), c’è la mano che regge l’arco che può essere stabile, non stabile. L’entusiasmo è quel particolare accorgimento che ci fa vincere la resistenza dell’aria, che demoralizza l’attrito lasciando così correre (più) veloce la freccia e farla approdare più lontano possibile. La freccia è appuntita perchè possiamo ferire o colpire bersagli, e l’entusiasmo può acuire la punta. Ma ci tiene anche alti sopra gli alberi dei boschi, impendendoci di invischiarci nelle foglie dei rami. Quella cosa che ci evita logici e comprensibili ragionamenti, che sfugge a imposizioni e regolamenti, che ci fa dire cose stupide o seguire comportamenti dannosi e/o assurdi per gli altri, magari pure egoistici, che quando si è entuasiasti si è anche pazzi di se stessi e di quello che si fa, diciamolo. L’entusiasmo ti fa rivelare la passione per una persona, che ti fa venire voglia di scoprire oasi in un deserto, nonostante nel deserto acqua non ce ne sia, e il rischio di miraggi è alto anzi quasi certo, ti fa battere i pugni sul tavolo o digrignare i denti, ti fa vomitare una serie superflua di parole. Perdonate tutte le dichiarazioni d’amore affrettate, le indifferenze mal sopportate, gli sbandamenti umorali, le concessioni alle proprie perversioni e la fastidiosa non curanza dell’oblio altrui. Si può non essere sordi, e distrarlo, ma è l’entusiasmo guida la freccia, e non una mano ferma, e non una mira precisa, e non un vento favorevole può sostituirsi ad esso.
Comunque sto solo mettendo le mani avanti.

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