(Non riesco a perdere il vizio, mi spiace)

Nolleggeremo un elefante provvisto di comode tasche laterali in cui infileremo piantina, daygum protex, quelli blu, e un ipod con le batterie cariche. Dopo aver calpestato qualche ignaro passante e ricevuto i rimproveri di un ciò nonostante vigile urbano buonista (cui risponderemo con un deciso cenno del capo) ci lasceremo alle spalle le mura cittadine e le colline retrostanti, con i loro lupi ululanti e i telefoni che squillano la marsigliese. Ma al primo autogrill ci sarà venuta voglia di una piada cotto e fontina, e invece dovremo cibarci di Double Whooper Menù che verrano schifati persino dalla proboscide dell’elefante (lo capiremo dal peto di disapprovazione del suddetto che incendierà l’intera area di servizio, sporcando ulteriormente, dopo gli ignari passanti schiacciati, la nostra fedina penale, e non solo quella) e allora usciremo al casello di Segrate Milano, proprio di fianco agli studi televisivi in cui si fabbricano crocchette televisive per una nazione ormai prona, svenduta a Morfeo e dimentica degli antichi albori (diciamocelo, che dei nostri antichi albori non ce n’è mai fregato un cazzo a nessuno). Una procace intervistatrice del TgCatorce, per l’occasione in volo su un aliante a pochi metri dall’elefante ormai sbuffante ansimante maleodorante e intollerante, tenterà di chiedermi cosa si prova ad abbandonare la patria natia, a lasciarsi tutto alle spalle, a decidere finalmente che vale di più quello che non si ha piuttosto che quello che si ha avuto e si possiede tuttora. "Guardi io il punto interrogativo lo metterei, che non mi sono mica deciso. E ora ci aggiunga un punto esclamativo, anzi ci faccia una bella gigantografia di punti esclamativi, e avrete capito forse non tutto, ma sarete sulla buona strada, amici ascoltatori". !. Ronzanti api mercenarie della notizia rimasero sicchè allibiti ed esterefatti, e decisero che non era abbastanza sintetico da mandare in onda, per cui la popolazione di Milano (hinterland compreso) rimase per sempre allo sconosciuto dell’allegra brigata della proboscide. Durante il viaggio non imparò a usare coerentemente i tempi verbali durante un microracconto, nè riuscì a convalidare come si deve una form tramite l’utilizzo dei Javascript. Giunsero fin dove il bizzarro elefante ebbe la cortesia e la voglia di portarli, poi mentre questi si tuffava nell’antico Lago di Lochness, loro si diressero Altrove, a seminare il proprio seme, a criticare con un pizzico di malinconia i nuovi singoli di Bono, Ligabue e dei fratelli Gallagher, sempre rispettando quel clima di comunione e di complicità che li portò persino a inarrivabili vette di appagamento (di ogni tipo). E anche quando raggiunse l’apice (immaginatelo come una casella vuota, riempitelo con quel che più vi solletica la mente, non so, la butto lì, far l’amore sul ciglio di un alto dirupo sopra il mare, con gli schizzi delle onde che ti bagnano la schiena, insomma metteteci a vostro piacere la cosa più lirica e impastrocchiata e ironica ed epocale che vi possa venire in mente, compresa una pazzesca rimonta da 0-2 in 6 minuti, io finisco sempre per pensare all’amore perchè la mia fantasia è limitata, in questi microracconti, o forse perchè c’ho il chiodo fisso,) ebbe la maldicenza di affermare: non mi sento completo, nonostante tutto. Non fu mandato a cagare, incredibilmente. Lei (perchè nel finale di una storia di fuga e di passione c’è sempre una Lei, e anche se non ci doveva essere io ce la metto lo stesso, anzi dovevo esplicitarlo anche all’inizio) rispose che doveva imparare dal tema musicale di The Hours, un crescendo di inquetudine limitato in 7.47, l’infinito raccolto nei tasti di un pianoforte. La vita non gli aveva tuttavia insegnato a suonare nessun strumento, e risolsero l’annosa questione in questo modo:

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5 risposte a

  1. lux7 scrive:

    sempre più criptico oppure sono io che ho fumato troppo???

  2. Dalia scrive:

    Mi sà che sei un genio.Ma ciò che mi spaventa (e affascina) di più,devo dire,è il Double Whooper Menù.Ispirante.

  3. theego scrive:

    Mi sa che se ti drogassi non riusciresti a raggiungere questo livello di seghe mentali. Ma ciò che mi spaventa (e affascina) di più, devo dire, è il mezzo litro di Coca che effettivamente ci si spara ad ogni girello in macchina. Esasperante.

  4. lux7 scrive:

    la “scuola imperiale” di cento sta già lasciando segni indelebili sulle nostre menti volatili

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