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Stasera è tempo di derby. Sopite speranze di trionfo pronte a risuonare nel pub. O batteremo i pugni sul tavolo? Ieri piacevole visita a una ex-scuderia dove alcuni personaggi leggevano. Un forno. Temperatura altissima. Parole scritte che commuovono chi le legge. Groviglio di strade: basta svoltare 50 metri prima, nella Dotta, per finire in un’altra dimensione, tipo Essere John Malcovich. Il Ritardo è un concetto soggettivo, una colpa e uno sfizio. Non tutti possono farne vanto. Camminare di notte dà sempre una sensazione di libertà fanciullesca. Le finestre chiuse, l’assenza di luce naturale, ti fa sembrare più vecchio di 10 anni, ti fa vedere i pantaloni sfibrati, una giacca ciondolante addosso e una bottiglia di birra in mano. Illusione notturna, per l’appunto, dove ti ritrovi bambino a giocare con i sassi per terra. Veloce ripiegata nella propria dimora, in ciabatte e capelli arruffati sistemi cianfrusaglie. Stare in casa è qualcosa di spettacolare.

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