Lo spazio sociologico (ovvero l’Attimo logorante della settimana)
Esisterebbe in questo mondo malato e intriso di perverse abitudini un modo per annientare la classe sociale degli psicologi. Basterebbe Ascoltare. Dedicare mezzora del proprio tempo quotidiano ad ascoltare un’entità umana desiderosa di una testa che accenna ricezione, nel suo ondeggiare avanti e indietro mentre gli raccontiamo i propri cazzi. Nella storia del cinema e anche della canzone popolare italiana vi sono mille abusi e ricorsi a questo verbo, e la portata dela mia affermazione pertanto non può scuotere il vostro torpore. Sento che la vostra mano sta trascinando il mouse verso la X rossa in alto a destra. Fate male, lettori mamidi di tracotanza e pieni fino al midollo della consapevolezza di avere visto e sentito tutto lo scibile. Ma nella pratica l’Ascoltare non viene mai messo in modo si-ste-ma-ti-co. Qui si distingue il melenso invito strappalacrime (l’Ascoltare) dalla sua realizzazione in modo scientifico e diffuso (dedicare tot minuti ad ascoltare un essere umano ogni santo giorno). Qui entriamo nel campo di una rivoluzionaria teoria sociologica, che sconvolge non tanto per la sua originalità, ma nello scandalo massimo: applicarla. Tutti noi dovremmo trovarci un uditore. Non copie sbiadite tipo prete bigotto o psicologo parcelloso, no. Ma nostri simili, in modo da sterminare le figure sopracitate. Se tutti concedessero mezzora per parlare e mezzora per ascoltare, diventerebbe un’attività naturale e conclamata, e quindi consolidata. Come scaricare mp3, per esempio. Sarebbe terapeutico, inizialmente logorroico, ma forse acquisteremmo uno spazio per incalanare e catalogare, ma questa volta non sarebbe freddo come le pareti virtuali di un blog, ma umano e naturale, la standardizzazione dei propri sfoghi. La nostra società avrebbe fissato un palo cui appoggiarsi, cui delegare una parte delle nostre paturnie. E vivremmo tutti più sereni, potendo esternare ogni giorno una dose misurata e certificata di propri cazzi. Scenario huxleyano? Tutt’altro. Semplice logorrea.


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5 risposte a

  1. utente anonimo scrive:

    Ma proprio te scrivi che bisogna saper ascoltare le persone? Scusa Fabio, ma non dovresti essere forse tu, l’ultimo a parlare?
    Scralco

  2. attimo scrive:

    Come dici, scusa?
    Era un post pseudoironico. Però ti piace tirarmi sempre in mezzo. Tieniti pure le tue convinzioni su di me, come se io non ti avessi mai ascoltato, poi. Einstein ha scoperto la relatività, per fortuna.

  3. Folle scrive:

    >Tieniti pure le tue convinzioni su di me, come se io non ti avessi mai ascoltato, poi.

    Guh?

  4. creonte scrive:

    dai, vieni a trovarmi…

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