Settembre ci porterà via

Da piccolo mi avevano raccontato la colossale bugia dell’inizio dell’autunno il 21 settembre, e così sono cresciuto con la convizione di essere nato proprio là, dove l’estate impallidisce e l’autunno inizia a fiammeggiare sulle foglie. Ma poi scoprii che l’estate finisce il 23, e fui quasi sollevato. Ero nato in estate, certo agli sgoccioli, ma giurisdizionalmente (si dice così?) in estate. E ne sono contento, perchè l’estate è la stagione libera, scontata nelle sue libertà quasi prescritte, ma pur sempre libera da vincoli. L’unica dove stagione dove posso prendermi su e andarmene. In teoria, ovviamente, poi va sempre tutto un pò a puttane. Era marzo quando ascoltavo 40 secondi di niente, ed ero quasi in un altro pianeta. Sguazzavo in acqua stagnante, e solo poi qualcuno ebbe il coraggio di gettare un sasso nello stagno, se non altro per smuovere un pò le acque. Ero intorpidito, malinconia e repressione avevano appuntato diverse medaglie al mio petto. Mi sollazzavo scendendo per una prigione sotteranea buia e umida, soltanto per trovare refrigerio in quella luce che filtrava là in alto, dalle sbarre. E insomma, si arriva all’inizio dell’estate, e bum, il botto, anzi un botto. E capii che quando avrei riposto nell’armadio il costume e i racchettoni, nulla sarebbe stato come prima. O forse era quello che speravo. Che settembre ci portasse tutti quanti via, una tempesta niente male di vento e chicchi di grandine grossi come prugne, iniziai a pensare che potesse veramente accadere, la tempesta perfetta. Ho progettato fughe solitarie, imprese per i sette mari, trip mentali. Poi capita di accumulare di nuovo sufficiente nichilismo, per arrivare ben pesante all’inizio di settembre. Sto diventando menefreghista, ormai tutto quello che non rientra nella casella Pretese, viene sistematicamente ignorato. Lo tratto come si trattano i clienti nei negozi. Sorrisi, cortesia. A volte, persino indifferenza. E no e no e no. Non va. Vorrei tanto arrivare a farmi bastare la luce del tramonto, tutti i giorni, nutrirmi di sole immagini. Purtroppo ho bisogno di andarle a cercare, di farle mettere in movimento, addirittura di farle anche parlare. Succede che subentra il tatto, l’udito. E ritorno qui seduto sulla mia sedia. Settembre ci porterà via, suoneranno le sirene per l’adunata, ci saranno impegni di lavoro, l’università, le uscite il sabato sera, la partita alla domenica, le lezioni, il tram alla mattina, il cinema al lunedì sera, qualche pub, qualche discopub, la pioggia, la nebbia e la neve, il freddo, un lungo freddo, il cielo bigio, la luce lattiginosa, il blog, i post, cene, pranzi, pause al bar, e solamente lì. E’ tutto pronto, ogni cosa al suo posto saprà distoglierci come si deve dalla nostra natura cazzeggiatrice e così noir, pindarica all’eccesso. Quasi me ne scorderò, di queste righe scritte prima che suoni l’adunata. Già oggi l’autunno inizia a flirtare con la quotidianeità. La minestrina in brodo viene richiamata da una carezza cromatica della Natura, un cielo grigio. Ragazzi, non si scherza mica. E a chi mi dice che niente è cambiato, dico che non è vero, che indietro non si torna: possiamo imitare il passato, ma non riportarlo in vita. Una cosa, settembre non porterà via: la consapevolezza. La tengo sempre nascosta sotto la suola delle scarpe, mi rimane appiccicata come una cicca. Ma non la levo, la tengo pronta nel caso mi capiti tra le mani il biglietto aereo per le isole Fiji. Ok, la carovana sta per partire. Sono già incartato.



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8 risposte a

  1. Ale_87 scrive:

    io voglio venire via con te. adesso lo vorrei davvero.
    un bacio

  2. “l’estate è la stagione libera” Non esistono stagioni libere, non per me. scegliere una stagione ed identificarla come libera significa automaticamente tappare le ali al resto dell’anno. E’ così triste..

    “Ho progettato fughe solitarie, imprese per i sette mari, trip mentali”
    Il mio ultimo viaggio, anche se solo mentale, risale a 30 minuti fa.. Che schifo di sensazione..

    “Vorrei tanto arrivare a farmi bastare la luce del tramonto, tutti i giorni, nutrirmi di sole immagini”.. Bhè, qualcuno ti direbbe che “questo è sopravvivere, VIVERE è tutta un’altra cosa”..

    “consapevolezza”.. è una parola pesante, vorrei usarla, ma non riesco ad inserirla in una frase..

    (Salve comunque)

  3. Attimo scrive:

    Salve a te. Gli eventi tappano le ali. Il contesto. Poi si può discutere se sono io che glielo permetto o meno. Sopravvivere, o forse “accontentarsi”, già. Ma di cosa abbiamo realmente bisogno? Di cosa ci convinciamo di avere bisogno? La luce del tramonto e altre cose affini, è un evento sottovalutato, essendo scontato.

  4. gen scrive:

    C’è che con questo post mi hai letta nel pensiero. Impressioni di settembre, una canzone della PFM, l’estate che se ne va, il freddo che torna dentro e fuori…

  5. Attimo scrive:

    Ancora non fa tanto freddo. Per il momento…

  6. Pari tanto di tramonti.. hai mai leoo “Il piccolo principe”?
    le ali possono essere tappate da molti fattori: noi, eventi, circostane, gli altri..
    senza contare che, comunque, è “normale” arrivare a dare qualcosa per scontato..

  7. Attimo scrive:

    Purtroppo non ancora. Per il resto sono d’accordo.

  8. Bhè, te lo consiglio.. Ma ti prego, non sottovalutarlo solo perchè qualcuno lo definisce “una fiaba per bimbi”..

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