Ho i capelli bagnati e non basta una fascetta per tenerli su, insieme, con ordine da studioline l’oreal. Metto a repentaglio la mia immagine, già quotata al ribasso, ed inforco la bici e vado a espormi al pubblico ludibrio. Esco. Insomma pedalo verso la piazza centrale, io, la fascetta e i capelli bagnati che sprizzano umida nostalgia per il nulla. Nostalgia del nulla. Mancanza del niente. Trovo oltremodo difficile proseguire, di fronte a questa assenza di essenza. Non c’è rigore logico, non c’è contenuto, non c’è uno straccio di schema, di canovaccio, solo una bonaccia distratta come una donna di mezza età distesa al sole del tramonto dell’Adriatico. Per cui dico ai miei freni di frenare, e per magia la bicicletta si ferma. I capelli ancora gocciolano. L’esame fallito, una goccia. Le tasche vuote, un’altra goccia. Corfù e il traghetto, altre due gocce. Un libro finito già sedimentato nelle mezzadrie cerebrali, una goccia. Le parole, quelle scritte e quelle disegnate nell’aria, una bella ciocca di capelli gocciolanti. Fantasmi del recente passato, tre-quattro gocce. Una sostanziale e generalizzata paresi delle vibrazioni interiori che condiziano mente e corpo, quasi come un ragazzo e una ragazza fermi alla fermata dell’autobus, le otto del mattino o le sette di sera o l’una e mezza all’uscita da scuola, l’orario è indifferente, l’assenza di ideologie personali è comunque presente, ci sono le stesse palpebre socchiuse, più pesanti che appesantite, quella voglia di aperitivo al tramonto con vociare di amici, quella voglia di lenzuola sopro il tuo corpo che svolazzano al mattino,  quella sorta di buttarsi dentro due parentesi belle larghe, finalmente trovo l’immagine giusta, e non importa sapere cosa verrà dopo la parentesi finale. Conta spalmarcisi dentro a questi due archi temporali e spererei anche spaziali e, ma forse chiedo troppo, anche fisici, nel senso materiale del termine, dai. Mi sa che in piazza non ci arrivo neanche stasera… Poco importa, i capelli sono asciugati, ormai. Per la stesura di questo post, si ringrazia, in rapida successione, il lungo Digiuno da blog, il prossimo esame che non darò ma non mi frega, la doccia appena fatta, la piadina del sabato sera, la sms card, Caparezza, Lost in translation, l’alchimista taciturna, il mare, il vento, le stelle, il piccione che ha sfiorato il mio parabrezza, la pelle scottata, una foto staccata dalla parete, i rotoli di fieno su un campo giallo, quelle nuvole che facevano l’amore stamattina in cielo, vi ho viste, eravate grigie dalla vergogna e gonfie di pioggia, e qualche canzone. Ma più che altro il silenzio. Spero di non avere dimenticato nessuno.

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2 risposte a

  1. Ale_87 scrive:

    attimo…grazie per avermi regalato(non lo hai fatto di proposito ma va bene lo stesso) questo angolo di pace. il mio senso di diagio è un po’ affievolito, anche grazie alla tua incantevole bravura, a questa tua capacità di donare l’attimo perfetto. grazie.

    kiss, Ale

  2. utente anonimo scrive:

    microriflessione:

    si può dire…cazzo???…

    cazzo!

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