Ogni giorno più util…

Ogni giorno più utile. No, non sto parlando di quel portale fetido e pacchiano, ma di uno strumento Utile e Dilettevole. L’unico che, diciamo così, “suono” (o almeno ci provo): non emana note, ma parole. Non importa sapere gli accordi, basta riallacciare connessioni neuronali sopite. E il gioco è fatto. Viene usata da tutti noi nella più completa indifferenza, triste sorta cui sono destinati tutti gli utensili comuni, dalle forbici alla grattugia per il Grana. Però, così come le forbici escono dal loro anonimato nel momento in cui feriscono, provocano tagli e fuoriuscite di sangue e dolore, allo stesso modo questo strumento elettronico acquista rilevanza ai nostri occhi, nel momento in cui pigiando i tasti noi premiamo emozioni, provochiamo non ferite ma pulsioni. In chi legge, in chi scrive. Molto merito va ai blog, se oggi la Tastiera mi ricorda tanto quella chitarra suonata intorno a un falò sulla spiaggia. Si improvvisa, si suona qualche pezzo, da soli magari oppure circondati da qualcuno, che ascolta in silenzio oppure si mette a suggerire parole o altre canzoni. Quella nella foto è la mia tastiera, ultimo esemplare della mia collezione. Anni fa, ne avevo un’altra, tipicamente beige, quell’odioso colore che avevano i pc tempo fa. Adesso ce ne sono mille varianti, di tonalità cromatiche, stanno diventando oggetti d’arredo, e possono assumere toni più dark come l’argentata Olidata di cui dispongo in questo momento. Ma in me è ancora vivo il ricordo della vecchia tastiera di alcuni anni fa. Già allora capivo che qualche effetto lo provocava. Che non serviva solo a redarre anonimi relazioni, scrivere delle mail, giocare a qualche videogioco. Andava oltre. Quando tornavo a casa, in bici nelle fredde sere, e attraversavo la nebbia della brughiera drigrignando i denti per i miei scazzi tardoadolescienziali, non mi mettevo a urlare contro il cielo. Arrivavo a casa, davo corrente all’impianto, e sfogavo tutto me stesso su inermi tasti. A volte qualcuno ascoltava i miei improbabili assoli, stridenti e con poca melodia, a volte no. Però scrivevo, e le pertubarzioni defluivano da me allo schermo. Ed era merito della tastiera, che si incaricava dell’infame compito di intermediario. Hai un significato anche tu, elementare e indispensabile congegno moderno. L’hai avuto e l’hai tuttora, perchè grazie a te provo a dare forma all’indefinibile. Sei la chiave per aprire stanze sepolte e far defluire sensazioni scomode. Il mezzo per allacciare contatti con visioni, per acciuffare entusiasmi e inscenare confronti. Hai un solo difetto: a volte tutto questo mi suona un pò effimero. Del resto, ditemi cosa non lo sembra.

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5 risposte a Ogni giorno più util…

  1. DAYbyDAY scrive:

    Ciao!!Ogni tanto un salutino ci vuole…..sai che ogni volta che ti leggo,che tu scriva cose tristi e non,dopo mi sento sempre meglio???Un bacio

  2. Chloe scrive:

    il problema è che ho paura di scivolare.

  3. Chloe scrive:

    ci proverò…

  4. malinconia scrive:

    pensa che bello, un piccolo esercizio con le dita e le emozioni scivolano fuori da te per essere regalate agli altri e per preparare la tua anima ad accoglierne di nuove. Un bacio.

  5. utente anonimo scrive:

    Ode alla tastiera! In memoriam… io la amo quando mi dedico al mio blog, ma ne sono gelosissima quando mi ruba il compagno. E lo fa spesso. Il mio ragazzo mi tradisce col pc. HELP! Ciao, Luminosa

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