SEMAFORI SADOMASO

SEMAFORI SADOMASO
NON DANNO PIU’ I COLORI

Mi arrendo. E’ evidente che sarà un sabato sera mortalmente noioso. Di quelle noie esagerate, come le vedi nei film. Sta nevicando, e non nevicava così tanto da parecchi inverni nelle paludosi terre della Bassa. Un motivo, come minimo, ci sarà, ma lo scopriremo solo vivendo. I “mezzi” sono passati soltanto ora (22.49) a pulire la mia strada dimenticata, la luce va e viene, mi sono appena strafogato di salame al cioccolato per resistere alla serata modello Valium. Mi accingo dunque nell’affrontare lei, una delle mie nemiche preferite, la Noia. Svariate sono le reazioni a un’improvvisa serata di noia. Ci si può sentire sollevati, perchè si è scampati il Caffè Varsavia e non si dovrà nuovamente per il 97esimo sabato sera di fila sorseggiare una cioccolata calda con panna grazie oppure diversificare ogni tanto con una buona bottiglia di Greco del Tufo, tanto per fare i Buffoni al contrario, che a ridere e scherzare e a impersonare perfettamente la parte di quello che spara cazzate e le spara bene, magari si evita la Noia. Il cerchio si chiude, e siamo solo all’inizio. C’è la sensazione di sollievo, come appena detto. Oppure può soppraggiungere uno sconforto devastante al limite dell’epocale. Ti senti abbattutto (“cazzo un sabato sera buttato”), inforchi le cuffie e ti spari nei timpani un pò di sane canzoni falsamente malinconiche, ma tutto sommato sostenute da un discreto ritmo che quasi dico quasi le potrei definire un “rockettino veloce” con un pizzico di quella melodia come piace a me. Ho detto quasi. Chiamatele Ballate, chiamatele indie-rock, chiamatelo brit-pop, ce n’è per tutti i gusti. Non voglio piangere, voglio battere i piedi a tempo di musica scuotendo un pò la testa, spero di essermi spiegato. Voglio invitare a ballare la Noia, e condurre le danze come in un tango argentino, voglio illuderla con una rosa in bocca che No, alla fine non mi sto annoiando, alla fine mi metto pure a cantare sulle note dei fratelli Gallagher. Proprio mentre urlo un some might say buttato lì, che quasi me ne vergogno un pò, faccio caschè con la Noia, e le cadono i capelli all’indietro e sul suo volto ormai accaldato appare un velo di stupore. Yeahhh. Ma ti basta guardare che online su Icq ci sta solo il buon Geometra, e d’improvviso il tango finisce, la rosa cade per terra e la Noia la sfalda con il suo tacco a spillo. Siamo da capo. Controllo, sta nevicando ancora qui nella Bassa. La disamina procede: è il momento della Tristezza. Quella ti inibisce qualsiasi possibile alternativa. Guardare un film? Ascoltare la discografia completa di Bruce Springsteen di tua sorella mentre lei è a banchettare e scambiare facezie con altri giovani parlanti? Uscire a fare a palle di neve con Prezzemolo, il tuo cane intelletual-anarchico immaginario? Niente di tutto questo. Solo un’incontrollabile voglia di sprofondare nel materasso e affogare nelle piume d’oca. Solo il silenzio, la pace dei sensi. Il grande sonno, panacea di tutte le ansie e i mali di spirito. Fuggire, il comportamento più codardo di fronte alla Noia. Ricontrollo: nevica ancora più forte. Siamo alla fine: siamo all’agrodolce consapevolezza. Te ne fai una ragione. Hai passato 2 ore ad ammuffirti, e sei talmente intorpidito che non riesce a scrollarti di dosso l’insipida muffa. Ha vinto lei, di nuovo, ti ha rubato di nuovo non rinnovabili energie temporali. Ora lo sai. L’hai scritto sul tuo blog, da bravo maniaco hai segnato anche questo, hai fissato il Nulla. Forse era meglio tirarsi palle di neve addosso.

 

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3 risposte a SEMAFORI SADOMASO

  1. soleluminoso scrive:

    Però è bello starsene a casa mentre fuori nevica… trasformare la noia in pigrizia… Se non ti spiace, ti linko. Mi piace come scrivi. CIAO!!!

  2. LuSomma scrive:

    Buono lo scritto , frutto d’una buona vena , ciao, Luciano

  3. follemente scrive:

    passi da me? vorrei sapere cosa ne pensi. ciao.

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