Ci sarebbe lo studio…

Ci sarebbe lo studio da tenere a bada. Ma non prendiamoci in giro, quel libro non ho voglia di aprirlo, e qui affermo il mio sacrosanto diritto autodistruttivo a non aprirlo. E per una volta non fatemi pensare alle conseguenze. Si avvicina Natale, e Capodanno, e io di questo periodo divento terribilmente fatalista. Ma tranquilli poi mi passa. Sono fatalista, ora, e perciò non mi va di pensare a ciò che verrà ai miei gesti. Non lo apro, quel libro. Mi giro dall’altra parte. Che in generale non è una bella cosa da fare (odio il menefreghismo), ma tant’è. Mi giro a guardare qualcos’altro. Ci deve essere qualcosa cui guardare. Dove sta? Qui davanti a me voglio vederla, questa cosa. Dove sta?? Oddio ricominciano i deliri. Mi sto sforzando, ma è più forte di me. Sto veramente scrivendo male stasera. Ma tant’è. Dicevo che mi giro dall’altra parte. Oggi noto come non affondare il bisturi, garantisce ottimi effetti sul nostro sistema biliare. Oggi ho visto gente camminare più leggera, e ne sono contento. Sono contento di vedere gente contenta. Perchè è da avvoltoi sentirsi il contrario, e io non voglio essere avvoltoio. Non voglio azzannare nessuna carcassa. Mi accontento, oggi, delle mie solite istantantanee. Le mie polaroid mentali. E per completare questo baillame, vorrei lanciare un messaggio, una massima. Per dimostrare a me stesso che ho capito un concetto, che ho risolto un esercizio di questa assurda materia. Però proprio non mi viene, e confesso che adesso mi sento tanto tanto frustrato. Cosa volevo dire? Dannazione. Ho finito. Se fossi ubriaco tutto avrebbe una spiegazione. Se lo fossi.

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Una risposta a Ci sarebbe lo studio…

  1. Simona scrive:

    ..grazie per essere passato da me, e per aver lasciato traccia del tuo passaggio…! Purtroppo non posso fare la stessa foto, con la finestra aperta…io sono di Milano, e la foto è stata fatta nei giorni che ho trascorso a Roma…però hai ragione tu…sarebbe stata un’altra bellissima metafora 🙂 ti lascio un sorriso!

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