Apro una parentesi commiseratoria nel mio deflusso quotidiano. (. Ora la richiudo. ). Ma mi va di aprirne un’altra. Stamattina in bagno riflettevo sulla mia innata predisposizione a farsi ammagliare dai bagliori. A ingigantire il topolino, a far partorire da una briciola una montagna. Ho la tendenza a vedere in una tenua candela la fiamma vigorosa del fuoco. Tendo a lasciarmi accecare da un bagliore insignificante. Basta che si apra un pertugio, e io ecco che mi ci metto davanti nell’attesa vacua di vedervi spuntare chissà cosa. Oppure se si apre una falla, io la divergo ancora di più, e così entra acqua. Questa mia tendenza, non fa molto bene al mio sistema nervoso. Perchè i miei nervi risultano essere attraversati da inutili scariche. E perchè mi riempie di desideri che altrimenti non avrei. Desideri irrealizzabili e perciò mi riempio di vuoto. Basterebbe un pò più di attenzione a non esaltare le briciole, a non trarre conclusioni, a non mettermi a sognare quando non esistono i presupposti. Perchè esistono i sogni e le aspirazioni, ed esistono le folle costruzioni mentali basate, (e dillo, una volta per tutte) sul nulla. Mi cibo dei riflessi, come già dissi in passato, e ciò non va affatto bene. Poi infatti mi ritrovo a costruirmi nella mia mente… va beh… non sto qui a dire cosa. E’ che non ho voglia di aspettare qualcosa che non accadrà. E invece mi ritrovo a farlo. Ma non ce la faccio a non farmi abbagliare dai tenui bagliori. Certo, ci sto provando… ci sto provando con grande fatica. Devo aprire un ripostiglio, e rinchiudere lì dentro le voglie vane e non supportate. Anche se il loro speranzoso sapore, nonostante io non le abbia assaggiate, continuerò a sentirlo.

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5 risposte a

  1. Anne scrive:

    ….e come faccio, se non trovo più la forza, per non essere schiava di niente e nessuno?Grazie del commento, non mi hai lasciato parole vuote, le parole non sono mai vuote, lasciano sempre un segno….un bacio…:-)

  2. Dalia scrive:

    Prima o poi,qualcuno o qualcosa ci costringe a pagare pegno.Così,si inizia a correre con valigie troppo pesanti,e con strade che ti vengono quasi incontro,con furia,con la stessa furia con cui tu cerchi di scappare da esse.Poi,a volte,i polmoni si stufano di regalarti un pò di fiato.E così -devi- per forza superare quella parete che le valigie hanno creato,e trovare l’uscita dal labirinto,che le tue pupille già intravedono.Basta con il dolore piacevole delle valigie,anche se è il prezzo da pagare.I mostri e i loro artigli non devono raggiungerti.Continua a correre,io faccio il tifo per te.

  3. Dalia scrive:

    Magari in quelle valigie c’è qualcosa di te.Ma quel che conta è che..vuoi davvero startene con le mani in mano a veder le suddette valigie scivolare in quel burrone?

  4. Lirin scrive:

    ciao, mi hai scritto sul mio blog, mi hai kiesto come faccio ad uscire da certe situazioni… Ti ho rxp anke li ma x sicurezza te lo ripeto: A volte mi sembra di non uscirne proprio, ma di evitare solamente di pensarci… Ascolto musica, mi immergo in un mondo che desidererei esistesse, fatto solo di cose meravigliose; ma quando apro gli occhi la realtà è ancora più dura, e non mi bastano più nemmeno le note delle canzoni più melodiose

  5. juda222 scrive:

    no rinchiudere le tue voglie in un ripostiglio… piuttosto vivile, belle o brutte che siano. fanno parte del tuo stare al mondo. provare emozioni significa buttarsi a capofitto, ma se poi sbatti la testa… nn ti preoccupare, farà male per un po’, ma sarà parte di te per sempre.

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