Tre giorni a Milano. Sono partito abbastanza svogliato, ero imbolsito dalle pause e dai tempi dilatati della Bassa, ed avevo anche una fottuta paura di non essere all’altezza di ciò che avrei visto e di coloro in cui mi sarei imbattutto. Alla fine, poi, non è successo niente di particolare. Ho immagazzinato istantanee, come faccio sempre quando, nel mio piccolo, viaggio… Milano è ipertrofica, di oggetti e di persone, e forse non è adatta a me, che in alcuni momento sento il bisogno di rimanere fermo a fissare con lo sguardo e con la mente. Certo che starsene lontano dal nido, comunque, dà sempre la solita sensazione di libertà fittizia, ma la catene che tengono legato il galeotto prima o poi si tendono, e ti rendi conto che sei ancora legato. Il ritorno in treno è pieno dei miei soliti SE, che probabilmente una dormita serviranno a lavar via. Purtroppo o per fortuna, non lo so.

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3 risposte a

  1. DAYbyDAY scrive:

    Ciao!!!Mi sei mancato!La mia navigazione…..si,ossigeno me ne servirebbe davveo molto!A volte mi sembra di sprofondare(come in questi ultimi gg)e cadere sempre più giù senza mai fermarsi…….ma poi ritorno a galla(per fortuna!).Ti auguro una buona settimana!Bacioni

  2. malinconia scrive:

    coraggio, le catene ci sono per farci imparare a spezzarle! Se ci riesci, fammi un segno, seguirò il tuo esempio.

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