Sospiro. Di nuovo vedo ciò che vorrei essere: gocce di pioggia illuminate dalle luci dei lampioni. La possibile interpretazione metafisica mi spaventa. Nichilismo? Oddio no. Tutt’altro. Pura essenza. La compatta forma della goccia, perfettamente levigata, che si piega aerodinamicamente nella sua caduta. L’acqua che acquista vita propria ed emana un leggero scintillio, acquisisce la potente luce del lampione per condensarla in pochi cm quadrati e farla deflagrare in un impercettibile brillio. E una dopo l’altra, le gocce cadono. Le guarderei per ore. E intanto fuori da questa palla di vetro una pertubazione atlantica sconquassa un sabato di novembre. Le solite spinte alla fuga. La solita consapevolezza che tanto non scapperai. Perchè non riesci e perchè è inutile, tutto sommato. A volte mi sembra di essere come un bambino, mi ritrovo con un grugno a guardarmi intorno. Perchè non capisco. Cazzo. Non riesco a farmi capire da chi non vuole ascoltarmi. Non riesco a capire chi invece vorrebbe spiegarmi. Non capisco, semplicemente. Cosa dove come quando. Ci sarebbe anche il perchè, ma mi accontento. Sospiro.

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3 risposte a

  1. TheEgo scrive:

    “Non riesco a farmi capire da chi NON vuole ascoltarmi. Non riesco a capire chi invece vorrebbe spiegarmi.” Cosa vuoi dire con questa frase? Hanno un nesso? C’è un non di troppo o non ci arrivo io?

  2. Dalia scrive:

    Le goccie cadono,libere,così come le ombre dei lampioni;inseguite dallo scroscio di tutto quello che non abbiamo.Anche le cose che suonano vere,a volte non lo sono.O forse non lo sono mai state.E la verità è difficile da ricordare.Non c’è peggior sordo di chi non vuole ascoltare.Ancora una volta la saggezza popolare aveva ragione.Dovrò cominciare a rivalutarla,questa sconosciuta.

  3. Attimo scrive:

    Non c’è un NON di troppo. Credo vada bene così la frase. Ha un nesso sì. Si verifica contemporaneamente sia la prima parte che la seconda, della frase. Ma adesso non stiamo lì a fare la parafrasi…

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