Hey girls, hey boys,
Superstar DJ’s,
Here we go!
La disco al sabato sera. Oh, finalmente ci ritorno. Sì, ogni tanto capita anche a me di fare andata e ritorno all’inferno… Che poi dire inferno è esagerato… Però ricordo perfettamente che mi aveva dato questa impressione la prima volta che ci andai… una domenica pomeriggio di 4 anni fa… 17 anni, io e un mio amico ci affacciammo nel luogo della perdizione, dove il buio era illuminato da luci a intermittenza e ragazzine tiratissime… C’era da perdere la testa tra fumo, casse che pompavano “unz unz” e tutto il resto che ti gira attorno… E mi venne in mente l’idea dell’inferno… un posto dove normali ragazzetti scendevano per la catarsi della settimana, sfogare chissà cosa di represso, più che altro una specie di “rito che puzza di routine”… E poi fine, le luci si spegnevano e lunedì mattina di nuovo chini sui banchi, ovvero in un’altra dimensione… Sarà che io ingigantisco sempre tutto… Accidenti a me… Confesso che la prima volta mi piacque… Lo ammetto… Poi le altre rare volte in cui andai a sfondarmi i timpani furono delusioni su delusioni… era tutto artefatto… la musica, la gente che ballava quella musica… una grande scatola vuota… Ed è questa la convinzione che tutt’ora ho. Oggi ci vado con lo stesso spirito con cui vai dal dentista… ma tutto sommato è socialmente interessante… Ci vado per vedere, soprattutto, perchè per ascoltare… oddio quello non mi sembra il posto adatto… Guardo e osservo… la pista house, per esempio… il martello picchia sulla pista (intendo quello strazio di house) e la gente sussulta… le luci e la nebbiolina… un quadro che sa tanto di cinematografico… almeno per me… I sensi si confondono, la musica ti sembra di sentirla sulla pelle e non di ascoltarla, gli odori ti sembra di vederli… è una scena tanto moderna e futuristica al tempo stesso… E mi perdo minuti a fissarla in rigoroso silenzio, dal momento che in disco o urli stronzate che nessuno capisce e quindi conviene sempre annuire per confortare l’interlocutore oppure taci tanto chi ti ascolta… Fisso in silenzio, e non mi vengono in mente pensieri di nessun tipo… una volta pensavo “ma guarda st’ammasso di sfatti” oggi neanche più di tanto… non ho più molta voglia di fare moralismi, le mie solite prediche, mi chiedo cosa ci trovano e basta… fisso e non penso, “prendo atto” ecco. Prendo atto. Registro. Fotografo istantanee. Poi arriva il momento che gli altri mi portano in pista e tutto il resto del protocollo… D’altronde bisogna provare tutto nella vita. Anche la discoteca. Che poi a saltare e fare gli ebeti, ammettiamolo, un pò di gusto si può anche provare. E’ una parentesi, la discoteca. Poi quando si esce rintronati alle 4 del mattino che non capisci un cazzo, si può ricominciare a criticare e fare i moralisti… Ipocrisia dilagante, segnatelo quando vai in farmacia.


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2 risposte a

  1. chicoloco75 scrive:

    ciao…grazie per aver letto il mio blog…bella la riflessione sulla discoteca..luogo in cui entro raramente ..e le volte in cui sono entrato carico di speranze uscivo pieno di delusioni…perchè le nuove socializzazioni li sono impossibili..eppure mi piace…saltare..cantare..ogni tanto libera la mente…un saluto,simone

  2. edi scrive:

    mi hai linkato :o) Denghiuuu

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