Pochi giorni fa ho rivisto dei pezzi di Trainspotting. Mi sono fatto un’opinione tutta mia sulle parole che dice il protagonista all’inizio e alla fine del film. Non sono un critico cinematografico, perciò è probabile che sia lievemente scazzata… Il monologo finale, quello di “scegliete la vita”… beh ho sempre intravisto in quelle parole, una sorta di malcelata malinconia. Perchè la vita che dice di scegliere, è quella di portare a spasso il cane o comprarsi il televisore nuovo. E non penso che fosse la sua massima aspirazione. Lui cercava altro, lui soffriva per qualcosa. La sua risposta alla non vita che tutti viviamo, era la droga. Poi alla fine si arrende alla “vita” normale. Però non cercava quella vita. Questo secondo me. Io sono giovanissimo, lo so. Ma già provo quell’apatia mista a sconcerto e ansia  “per un futuro che si prospetta essere così noioso e ripetitivo ” (non sono parole mie). Direi scontato, imprevedibile come ogni futuro, ovviamente, ma scontato nel disattendere ogni mia ingenua aspettativa. Anni fa non era così. Quando avevo 18 anni, avevo zero esperienza della vita e dell’amore, ed ero molto più idealista e sognatore di adesso. Vedevo come le aspettative e le speranze degli altri, finissero puntualmente nel pantano ristagnante della routine, dei meccanismi spietati del tempo che passa e delle esigenze materiali che vanno soddisfatte (un tetto sotto cui dormire per esempio… la bolletta da pagare… cose del genere). Vedevo e mi ripetevo che MAI sarei finito così. Che MAI avrei accettato di vivere una vita banale, che invece avrei provato a vivere in modo pieno la vita, a mettermi in gioco e cercare la mia strada. Me li ricordo bene, i fieri propositi che mi facevo in testa. Dopo alcuni anni, stanno andando in fumo. Piano piano, lentamente…  Sto scoprendo che sto facendo la fine che non volevo fare, e che pongo resistenze sempre più flebili all’andazzo generale… Per esempio, prendiamo le Scelte. Lo so che è inutile recriminare sulle scelte fatte… Non si può sapere prima se saranno giuste o sbagliate… Ma quello che non mi va giù, e fare delle scelte rinnegando il proprio “sentire”… le proprie sensazioni… Fuorvianti magari… Ma almeno così si seguirebbe la propria strada. Cosa che io non penso di avere fatto. E poi ci sono le amare scoperte… Illusioni svanite… Le sinfonie dolceamare della vita che ti risuonano in testa… Penso queste cose, e l’unica cosa che mi viene da dire è QUINDI?. E non rispondo mai a questo fottuto quindi.

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2 risposte a

  1. Monj scrive:

    Quello che non mi è mai piaciuto di Trainspotting, per altri versi uno splendido film, è proprio questa bipolare versione della vita: da una parte i drogati (quindi la versione “negativa”), dall’altra gli uniformati (la versione “pseudopositiva”). E nel mezzo, niente. Come se fra farsi una pera (o rubare, o uccidersi, o deprimersi o la tua personale visione di una vita negativa) e impiegarsi in banca all’insegna del grigiore, non vi fosse nessuno spazio, nessuna alternativa, nessuno scampo verso cui sperare. Ma non è così, grazie a Dio. La nostra vita è singolarmente speciale e bella, anche se siamo impiegati e ci inscatoliamo in autostrada tutti i giorni come milioni di altri sfigati. Se vuoi aspirare ad essere più di un triste stereotipo, basta che tu sia te stesso e segua te stesso in ogni sfumatura, e basta: gioia, malinconia, luminosità, ironia, una citazione, la tua camicia gialla. Tutto quello che fa e ti rende te stesso, tutto quanto, ti solleva al di sopra degli altri, ti illumina,rende te e la tua vita speciali, unici, degni e belli…la vera, verissima “via di mezzo” e la speranza fra le pere e l’impiego in banca, sei tu. Continua a farti domande, ma non smettere di viverti fino in fondo: il bello della vita è che per s/fortuna non è un film. Monj

  2. utente anonimo scrive:

    abbastanza d’accordo con Monj…ma perché sollevarsi SOPRA gli altri? Secondo me l’unicità della propria vita – traguardo sacrosanto, ma faticoso a raggiungersi – non la rende superiore a quella degli altri non dico se anche loro sono impegnati ognuno a suo modo a “diventare quello che sono” (uso una frase di un altro blog), ma persino se non lo sono (come la maggior parte di noi, inscatolati soprattutto dalle/nelle nostre paure e convenzioni), perché la pari dignità delle persone per ME non si discute. Unico territorio d’ombra – che mi mette in crisi in questa mia convinzione – chi agisce molto male verso qualcuno…ma in generale….. Buona terza via a tutti

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